mercoledì 13 ottobre 2010

Adesso basta!

Davvero. Adesso Basta! Non ne posso più di vedere i miei scritti travisati e bistrattati da Quello. Da chi, alla fine della favola, mi consente di pensare di prendermi un appartamentino a Sanremo, dove mandare a svernare i miei e dove potermi andare a ricaricare le pile nei fine settimana, per poi rientrare il lunedì mattina a Milano e riaffrontarLo come si deve. Secondo Lui, ma sì, lo avrete capito benissimo, il mio Presidente... il mio VERO capo, le modalità di scrittura (anche se Lui non le definirebbe certo così, nel suo linguaggio fin troppo evoluto rispetto ad una cultura... essenziale, per usare un eufemismo...) sono punti di vista, così come la sintassi può essere sviluppata secondo ardite arrampicate su congiuntivi di dubbia origine o, meglio ancora, su espressioni verbali appartenenti ad una lingua nuova, unica ed irripetibile... la Sua...
Non lo ferma certo una tessera professionale (tanto gli Ordini, dice Lui, prima o poi saranno aboliti!), da quasi trent'anni custodita gelosamente nel mio portafogli di cuoio, nè, tanto meno, una facilità di scrittura indiscutibile ed universalmente riconosciuta: proprio quella, per cui, proprio Lui, mi ha voluto al suo fianco, come portavoce, novello cicisbeo del terzo millennio, per meglio dire.
Ma adesso basta! E' giusto che tutti (o almeno quelli che vorranno visitare il mio blog) sappiano, comprendano, si identifichino, soffrano, sorridano (perchè ci sarà anche da ridere... e molto!) con me di situazioni, occasioni (a volte premonizioni...)  di vita professionale vissuta da chi, come me, fa un mestiere per nulla riconosciuto: quello di chi si guadagna la pagnotta quotidiana, scrivendo di fatti aziendali, soprattutto per gli altri. Da questi racconti di tutti i giorni, si potrà meglio comprendere l'opinabilità (da parte di chicchessia!) del mio, del nostro mestiere (e qui mi rivolgo a tutti quelli che fanno lo stesso lavoro o uno comunque affine alla comunicazione) da parte di imprenditori e committenti in genere che, ogni volta che ti affidano un incarico, ti guardano con il solito sorrisetto di sufficienza, come "addirVi" (...una parola sola, per ricordare con affetto e devozione professionale i grandissimi Totò e Peppino della celeberrima lettera): potrei farlo benissimo (e ancor meglio) da solo, ma, sai, io debbo provvedere a cose ben più importanti...io...

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