lunedì 18 ottobre 2010

I have a dream...

I have a dream. Ma nel senso che, stanotte (o almeno, così mi è parso che fosse questa notte) ho fatto un sogno davvero strano (o, almeno, così mi è parso che fosse... ma fino ad un certo punto, come sarà più chiaro a tutti alla fine). Ho sognato di essere in azienda, nell'ufficio del "Numero Uno", e di ricevere da Lui le solite proverbiali correzioni ad un documento da me redatto. Nel caso specifico, la disputa di comunicazione riguardava la realizzazione di una serie di specifici pittogrammi (sì, quei simbolini che dovrebbero chiarire per immagini un certo concetto e che, il più delle volte, lo complicano ed ingarbugliano soltanto!) per evidenziare al target destinatario l'attenzione con cui avrebbe dovuto essere maneggiato uno specifico prodotto. Beh, non ci crederete (o, meglio, chi fa il mio stesso mestiere, meglio sarà assolutamente convinto e certo di quanto sto per dirvi...), ma il Grande Capo, tutto trionfante e con un sorriso annodato dietro la nuca, si è presentato al mio cospetto (questo, in effetti, accade solo nei sogni, visto che è sempre il sottoscritto a muovere il culo, e molto velocemente, alla volta della "stanza dei bottoni", incalzato dalla zelantissima segretaria di direzione...) mostrandomi un paio di disegnini incomprensibili (almeno per me...) che avrebbero dovuto diventare elementi imprescindibili della legenda di accompagnamento stampata sulla confezione del prodotto. In particolare, uno dei due attirava la mia attenzione, facendomi quasi trasecolare: il Presidentissimo aveva simboleggiato la tossicità con l'illustrazione al tratto di un fungo (a detta sua, chiaramente ed universalmente riconoscibile come velenoso!) contestualizzato, per giunta, all'intero della radura di un bosco!!! A quel punto, mi svegliavo tutto sudato ed anche un pò stralunato, ripensando alla stranezza di quella che in realtà, a ben riflettere, potrebbe anche rivelarsi una premonizione... visto quanto, diversi anni fa, già mi capitò...



Si trattava di una riunione di brief con i vertici di uno dei più importanti centri commerciali del Nord-Est d'Italia, per la realizzazione del nuovo logo del cliente. Durante l'animata discussione con il gruppo direttivo della committenza, all'interno del quale emergeva per incoerenza e saccenza anche il Comitato dei Negozianti, venne avanzata, fra le tante, anche l'ipotesi che il marchio del centro commerciale potesse contenere l'immagine di una cascina con tanto di animali a scorrazzare intorno... tutto questo in barba alle più elementari regole di chiarezza e leggibilità di un logo... Chiarezza!? Alle mie ovvie obiezioni, il Presidente (un altro!) del Comitato mi apostrofò seccamente: "Ma come?! Il nostro centro si chiama La Fattoria... e lei mi viene a dire che cosa c'entri la rappresentazione che noi proponiamo?!"... A ben vedere, qualche volta (a dire il vero, anche più di qualche volta), la verità riesce a superare il sogno... E anche con una certa facilità.. sigh!

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